BOLOGNA PRESENTA «FUTURA»: PIANO SCUOLA DIGITALE

Gen 23, 2018 | educazione, formazione, ideas, news | 0 commenti

Piano Nazionale Scuola Digitale, dal 18 al 20 gennaio, Bologna ha ospitato FUTURA – tre giornate di formazione gratuita sui temi dell’innovazione tecnologica e digitale nella comunità scolastica.

Sono oltre 9.000 le presenze registrate alla manifestazione FUTURA, tre giornate formative incentrate sull’innovazione tecnologica e digitale nella scuola italiana. L’iniziativa bolognese è stata un’occasione preziosa di condivisione, di studio e di acquisizione di competenze pratiche attraverso laboratori, workshop e conferenze, ma soprattutto di interventi e azioni per fare del digitale un’opportunità di crescita per le nuove generazioni.

Organizzato dal Ministero dell’Istruzione in collaborazione con il Comune di Bologna, l’evento è servito a fare il punto sui temi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e sulla sua attuazione, a due anni dall’introduzione avvenuta con la legge 107 del 2015. Ad oggi, il Piano ha stanziato oltre un miliardo di euro per promuovere l’innovazione all’interno della comunità scolastica. Inoltre sono state annunciate ulteriori misure a sostegno delle scuole, quali un Curriculum di Educazione civica digitale online, 25 milioni per la formazione dei docenti sul digitale, il pensiero computazionale nelle Indicazioni Nazionali, la Coalizione per l’imprenditorialità.

Protagoniste di FUTURA sono state le idee e le proposte di innovazione digitale dai giovani per i giovani. 

Ma non sono solo numeri. Il cuore pulsante di FUTURA sono state soprattutto le idee e le proposte di innovazione digitale. Il coding usato per elaborare un programma di giochi interattivi attraverso il quale gli allievi della scuola primaria possono imparare l’inglese. La banda di quattro robot che suona secondo la programmazione effettuata dagli studenti. I dispositivi tecnologici open source per i non vedenti, come la stampante braille low cost, progettati e realizzati nel laboratorio scolastico. O ancora, le esperienze dei Millennials, l’Hackathon sui temi dell’Agenda 2030 dell’ONU, gli incontri e le discussioni su metodologie didattiche innovative.

Dal 18 al 20 gennaio, il futuro digitale ha invaso la città di Bologna e lo ha fatto attraverso un grande evento dedicato alla scuola che si mette in gioco, che si fa promotrice del cambiamento. FUTURA è stata un’occasione di studio, di ricerca e di lavoro in cui si sono poste le basi di un cambiamento sano, equo e sostenibile verso il digitale.

 

Il logo e il contenuto video sono di proprietà del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

BOLOGNA PRESENTA «FUTURA»: PIANO SCUOLA DIGITALE

Gen 23, 2018 | educazione, formazione, ideas, news | 0 commenti

Chiunque abbia una qualche sorta di attività (o un qualche prodotto da proporre) prima o poi dovrà fare i conti con il mondo del marketing, andando ad utilizzare (prevalentemente) tecniche di inbound o outbound marketing.

L’outbound marketing (anche conosciuto come interruptive marketing) viene largamente utilizzato da molte delle più grandi compagnie del mondo, e si basa sul presentare informazioni e prodotti al consumatore anche se quest’ultimo non lo richiede. Basti pensare alle pubblicità in televisione, alla radio, per via telefonica o sui giornali.

L’inbound marketing invece, ha un approccio molto diverso, poiché tende a ricercare un tipo di clientela specifica, fornendogli contenuti mirati (e spesso gratuiti)  che porteranno l’utente alla fidelizzazione e all’acquisto nel momento in cui si rende conto di aver bisogno del prodotto che gli è stato proposto.

Ma quali sono le vere differenze tra queste due particolari strategie?

Andiamo a scoprirle!

Le 4 reali differenze tra inbound e outbound marketing:

1. Il costo

Uno dei più importanti fattori di discriminazione tra queste due tipologie di marketing è sicuramente l’apporto monetario.

L’outbound marketing richiede dei costi di gestione molto elevati, e spesso (se non strutturato in maniera adeguata e in periodi specifici) porta a giganteschi buchi nell’acqua. Questo tipo di approccio funziona solo in maniera molto massiva, poiché fornisce un alto grado di consapevolezza del prodotto che si propone.

L’inbound marketing d’altro canto ha dei costi molto inferiori rispetto alla sua controparte, e richiede soltanto una buona dose di creatività e lo studio dei propri clienti (persona), in modo da fornire loro sempre i contenuti di cui hanno bisogno.

2. L’invasività

L’outbound marketing mira ad essere presente a tappeto, in tutti i tipi di mezzi di comunicazione possibili anche quando non è richiesto. Questo metodo così invasivo serve a rendere il potenziale cliente conscio dell’esistenza di un eventuale prodotto o offerta, ma rischia di essere recepito in maniera negativa se non strutturato a dovere.

L’inbound marketing fa in modo che sia il cliente ad avvicinarsi al marchio, e non il contrario. In questo modo il potenziale cliente sarà molto più portato all’acquisto, conscio che quella determinata tipologia di prodotto serva davvero a soddisfare i suoi problemi o i suoi bisogni.

3. L’incentivazione

Le tecniche outbound incentivano all’acquisto con sconti, offerte speciali o manovre similari, spingendo il potenziale cliente ad approfittare di un eventuale opportunità che non si ripresenterà o mirando a enfatizzare l’esclusività o la novità di un nuovo prodotto appena messo sul mercato, come ad esempio un cellulare o un televisore.

La metodologia inbound mira all’acquisizione in maniera più lenta e graduale, fornendo contenuti gratuiti sotto forma di video, e-book o articoli su internet legati agli argomenti di interesse dell’utente, portandolo lentamente all’acquisto.

4. L’approccio social

Nelle pagine dedicate all’azienda (su facebook, twitter o instagram) l’ottica outbound si limita a pubblicare novità inerenti al prodotto, nuove pubblicità o eventuali concorsi, curandosi poco di eventuali commenti o feedback.

Al contrario, l’approccio inbound condivide moltissimi contenuti anche non strettamente legati al proprio prodotto, condividendo post o materiale didattico o informativo votato all’acquisizione di nuove informazioni.

In sintesi, l’approccio outbound è redditizio in ottica massiva ma costoso, mentre l’approccio inbound è alla portata anche di piccole aziende, start-up o giovani imprenditori, ma richiede un apporto continuo, uno studio delle sue metodologie e una grande creatività.