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Entrepreneurship: un quid plus inestimabile

Feb 18, 2019 | Jobs, Soft Skill | 0 commenti

                                                     Photo by rawpixel.com on Pixabay

Entrepreneurship: chi è l’imprenditore innovatore?

Puoi decidere di impostare la suoneria più dolce e rilassante del mondo, ma se la tua sveglia suona prima delle 7 del mattino, sarà sempre un trauma, non c’è abitudine che regga o caffè forte per far passare quell’annebbiamento delle prime ore dal risveglio, per non parlare del lunedì mattina… Cosa ci spinge ad impostare la suoneria “musica zen” quando invece gli unici suoni che vorremmo sentire la mattina sono quelli del caffè che sale dalla moka, magari ad un orario ben più tardo, e del forno che trilla quando il croissant è perfettamente caldo?

La maggior parte delle persone risponderebbero a questa domanda con un’unica, chiara e sicura risposta: non possiamo non lavorare, serve uno stipendio per mettere quel croissant sul tavolo! 

Quello che invece ti stupirà, sarà ascoltare le motivazioni di chi la risposta economica la penserà, ma non la inserirà nella TOP 5 delle sue principali motivazioni.

 

Pensa a Steve Jobs, Heidi Lamarr, Leonardo da Vinci, Virginia Woolf, James Brown, Pollock … solo alcuni dei nomi che hanno fatto la storia. Qual è il loro minimo comune denominatore? Oltre ciò che potremmo dire della loro indiscussa bravura e caparbietà, ciò che ha reso questi nomi quello che realmente sono è una scintilla. Più propriamente, un mindset complesso ed articolato che racchiude un insieme di caratteristiche performanti. La loro capacità di emergere, di riuscire ad esprimere se stessi in un linguaggio forse non sempre comprensibile al 100% ma di certo riconoscibile ai più, gli ha permesso di rimanere nella storia dell’umanità.

Questi soggetti hanno le capacità dell’entrepreneur, letteralmente “imprenditore innovatore”. Il termine si riferisce a una mente tesa oltre che all’impostazione aziendalistica, anche ad una spiccata creatività e spirito d’iniziativa. La caparbietà e la passione per le proprie attività che contraddistinguono gli entreprenur permettono loro di affrontare le sfide in maniera diversa: con un atteggiamento proattivo e guardando ai limiti come stimoli e sfide da superare.

Meno dell’1% (0,5%)  della popolazione mondiale, oggi, si approccia alla routine quotidiana con atteggiamento di entrepreneurship. Queste persone lavorano quasi esclusivamente per alimentare la propria soddisfazione personale e raggiungere obiettivi prefissati, indipendentementedalle proprie energie percepite. La passione per la propria attività li spinge a guardare al proprio lavoro in maniera diversa, attraverso un filtro di creatività e freschezza che permette di analizzare determinate situazioni di routine da un diverso punto di vista e trovare quindi la soluzione dietro qualche angolo dove non si era pensato di guardare.

Tra le differenze con gli imprenditori, coloro che si possono definire entrepreneurial non si limitano ai sentieri già percorsi ma cercano nuove procedure per affrontare i problemi, usando più o meno consciamente quella che viene definita modalità bisociativa, ossia la combinazione di più schemi mentali appartenenti ad ambiti diversi  i creando così associazioni imprevedibili che però con il passare del tempo restituiscono risultati di successo. Pensa ad un’idea assurda di qualche imprenditore, sulla quale all’inizio non avresti scommesso un centesimo ma che poi si è rivelata essere l’idea del secolo. I social? I bitcoin? Software in cloud?

“Non disprezzate la sensibilità di nessuno. La sensibilità di ognuno è il suo genio” C. Baudelaire

lead Entrepreneur: un identikit

La caratteristica chiave degli entrepreneur, rispetto agli imprenditori “normali”, è la capacità di analizzare, oltre quelli che sono gli indicatori finanziari ed economici, anche quelli non appartenenti a questa sfera e più legati ad un mondo soggettivo ed emozionale. A costo di essere fraintesi o considerati troppo “sopra le righe”, questi avventurieri della creatività hanno delle caratteristiche distintive

  • Il forte spirito d’iniziativa
  • Un rapporto soggettivo con il mercato ed il prodotto
  • Visione Cliente-centrica del mercato (pensare principalmente al benessere del cliente)

Anche nelle decisioni strategiche l’orientamento imprenditoriale creativo si distingue dal tradizionale. Nell’EO (Entrepreneurial Orientation) l’innovazione può prendere spunto da una vecchia idea progettata precedentemente ma di cui non si era compreso il potenziale. L’approccio alla gestione dei processi non è più top-down; le attività non vengono definite sequenzialmente prima di iniziare a lavorare, ma sono sviluppate congiuntamente ai lavori stessi.

La fonte principale delle informazioni degli imprenditori entrepreneurial sono le relazioni umane, sistemi informali di acquisizione di dati. Anche la definizione delle principali chiavi strategiche di prezzo, prodotto, promozione e posizionamento, vengono definite sulla base delle suddette informazioni secondarie, basando la propria rete comunicativa sul WOM e relazioni sociali.

Menti geniali insomma, che spesso sono presenti anche nelle aziende ma non vengono riconosciute. Con la scintilla in più purtroppo ci si nasce e non ci si diventa, quello che possiamo fare, però, è farci ispirare da chi ha avuto la volontà di perseguire le proprie aspirazioni a discapito di tutto ed alla fine ha vinto. 

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